SCARELLA – La perfezione dell’imperfetto

Schermata 2018-06-26 alle 14.40.29

“Se da un lato in taluni lavori i colori scuri hanno richiamato alla considerazione del pubblico tra gli altri Rothko (è del resto una pittura, questa di Scarella, in cui non mancano le citazioni), si trova nella complessità della tavolozza uno degli aspetti più interessanti della sua arte. La scelta ardita delle sovrapposizioni di colori, i contrasti luminosi (così controcorrente, e niente alla moda) offrono alla visione un insospettato retroterra culturale per esempio vicino all’evoluzione del divisionismo, alla modernità prorompente di autori come Plinio Lomellini, Giuseppe Cominetti, Rubaldo Merello ma anche Gaetano Previati. Di questa via ligure (che guarda con interesse alle esperienze tra la fine del XIX secolo e la prima metà del XX in Lombardia e Piemonte) Scarella è pertanto custode, osservatore, allievo tributario, senza però accettare compromessi formali, derubricando ritratto e paesaggio dal repertorio, mantenendo nella scelta emotiva del dipingere le emozioni di quella pittura (che è paesaggistica e figurativa), cogliendone i vibranti stravolgimenti del colore e ricomponendoli in questa sua compulsiva esternazione dei sentimenti e del pensiero sulla tela. In completa solitudine. Scarella trasferisce il mondo esterno circostante nello studio, non espone, non cerca riscontri critici né di pubblico. Fa i conti con se stesso per essere poi chiamato a rendere conto di ciò che ha prodotto in un consesso di estimatori piccolo ma nel quale il giudizio positivo è sincero.”   Stefano Bigazzi

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