
“Cercando libertà tra rupe e rupe”: la memoria della Benedicta rivive al Teatro Splendor di Ovada
Tra le pieghe dell’Appennino ligure-alessandrino esiste un luogo dove il silenzio delle rocce custodisce ancora l’eco di una delle pagine più tragiche della storia della Resistenza: la Benedicta. Per onorare il ricordo di quei giorni e riflettere sulle radici della nostra democrazia, l’ANPI di Ovada invita la cittadinanza a un appuntamento speciale che si terrà giovedì 30 aprile 2026, alle ore 20:00, presso il Teatro Splendor.
La serata sarà dedicata alla proiezione del docuvideo “Cercando libertà tra rupe e rupe”, un’opera nata nel 2024 per celebrare l’ottantesimo anniversario del tragico eccidio. Attraverso un linguaggio visivo moderno e toccante, il filmato si propone di onorare il sacrificio di chi lottò per la libertà, inserendosi nel più ampio programma di celebrazioni per la Festa della Liberazione organizzato dal Comune di Ovada in collaborazione con la sezione ANPI “Paolo Marchelli”.
Un momento di particolare intensità per la comunità locale sarà l’ascolto della testimonianza di Martina Scarsi, la giovane staffetta partigiana di Ovada. Le sue parole, lette nel video, restituiscono il tragico sgomento del giorno successivo all’eccidio, offrendo una dimensione intimamente umana della Resistenza. È il racconto del coraggio di una giovane, non ancora ventenne, che scelse di rischiare tutto tra quelle montagne per un ideale di libertà.
Il video, ideato e realizzato da Manuela Composti dell’ANPI di Borghetto Lodigiano e Virginia Monteverde, ideatrice e direttrice di Segrete Tracce di Memoria, che ne ha curato la regia insieme a Luca Riccio, è stato realizzato grazie alla collaborazione di Michele Dellaria (Associazione Memoria della Benedicta) e degli attori Franca Fioravanti e Matteo Aldo Maria Rossi.
L’evento si aprirà con i saluti istituzionali dell’Assessore alla Cultura Sabrina Caneva e l’intervento del Presidente dell’ANPI di Ovada, Corrado Morchio, offrendo a tutti i presenti un’occasione preziosa per fare memoria attiva e collettiva.
La storia
“Subito dopo l’8 settembre 1943 l’Appennino ligure – alessandrino divenne una base fondamentale per l’addestramento dei gruppi GAP e come rifugio per giovani renitenti alla leva. Purtroppo fu subito chiaro che l’area tra la Valle Stura e la Valle Scrivia era perfetta per il suo isolamento, ma vulnerabile in caso di accerchiamento. Per questo il comando ligure aveva fin dall’inizio pianificato un trasferimento dei gruppi per la primavera del 1944…Troppo tardi.
Dopo il bando Graziani del 18 febbraio 1944, che imponeva ai ragazzi delle classi 1923 – 24 e 25 di presentarsi ai distretti militari per combattere nel esercito fascista, pena la fucilazione, un fiume in piena di ragazzi renitenti alla leva iniziò a salire alla Benedicta per trovare rifugio, per combattere, per salvarsi. Due le formazioni principali: gli autonomi della Brigata Alessandria e la 3° Brigata Garibaldi Liguria.
Nei giorni dell’ eccidio, il più vasto della storia della Resistenza partigiana, erano 800 i ragazzi che vivevano nelle cascine intorno alla Benedicta trasformata in Intendenza. L’operazione di rastrellamento fu preparata con meticolosa precisione. La forza d’urto era sproporzionata rispetto alle forze partigiane, numerose certo ma per lo più disarmate, inevitabile e annunciata la carneficina.”
Informazioni utili
Proiezione del docuvideo
“Cercando libertà tra rupe e rupe” La Benedicta
Dove
OVADA (AL) Teatro Splendor
Quando
30 aprile 2026 ore 20.00
