ANGELO PRETOLANI – Sotto il selciato c’è la spiaggia

ANGELO PRETOLANI
Sotto il selciato c’è la spiaggia

a cura di Virginia Monteverde, introduzione critica di Stefano Bigazzi
Genova, MEI – Museo Nazionale dell’Emigrazione Italiana
30 Giugno – 31 Luglio 2026
Mostra collaterale della Biennale “Le Latitudini dell’Arte” – VII Edizione Francia/Italia

Dal 30 giugno al 31 luglio 2026, gli spazi del MEI – Museo Nazionale dell’Emigrazione
Italiana a Genova ospiteranno la mostra “Sotto il selciato c’è la spiaggia” di Angelo Pretolani
Curata da Virginia Monteverde, l’esposizione si inserisce come evento collaterale all’interno della
prestigiosa Biennale “Le Latitudini dell’Arte” (VII edizione Francia/Italia), affrontando il tema
portante di questa edizione: “Arte, Nomadismi, Linguaggi”. L’inaugurazione ufficiale si terrà
martedì 30 giugno alle ore 16.30.

L’installazione si configura come un organismo visivo e memoriale profondo, composto da sei restituzioni
pittoriche che testimoniano altrettante azioni performative realizzate dall’artista nel corso degli ultimi due
decenni. Avviato nel 2008, il progetto rappresenta un lungo e rigoroso percorso di ricerca in cui la
performance, evento per sua natura effimero e transitorio, viene conservata e trasformata attraverso il
linguaggio della pittura, divenendo archivio sensibile di esperienze, attraversamenti e identità in movimento.
Le sei opere, realizzate in momenti differenti, trovano nel suggestivo contesto del MEI una specifica e inedita chiave di lettura relazionale. Il dialogo tra le tele dà vita a una riflessione intima sulla vicenda personale e familiare che attraversa la storia dell’artista. Gran parte della famiglia materna di Pretolani è infatti emigrata in Argentina partendo proprio dal porto di Genova. Questa memoria privata, riletta attraverso la testimonianza performativa e pittorica, si espande verso una considerazione universale sulle dinamiche dello sradicamento, del senso di appartenenza e della complessa costruzione dell’identità.
«Non sono un giornalista che illustra argomenti, ma un artista che vive sulla propria pelle questo viaggio da corpo migrante, inteso come attraversamento non soltanto geografico, ma fisico ed emotivo. Di conseguenza, linguistico e soprattutto identitario.» — Angelo Pretolani

Nel testo critico che accompagna la rassegna, il giornalista e critico Stefano Bigazzi evidenzia la centralità del movimento nella produzione dell’artista, da oltre cinquant’anni figura cardine della performance art italiana:
«Seguendo la ricerca di Angelo Pretolani, da oltre cinquant’anni impegnato nella pratica della performance, e in particolare nel progetto Sotto il selciato c’è la spiaggia (2008–in corso; si tratta di un motto relativo al Maggio Sessantottino francese), l’idea di movimento, di abbandono di un luogo per giungere a una meta ideale (tanto presente concettualmente quanto indefinibile geograficamente), è un valore fondamentale.
L’artista lascia consapevolmente ogni luogo di riferimento per intraprendere un percorso obbligato nel quale il tema del viaggio-migrazione è fisico, psicologico e spirituale. In tale percorso confronta sé stesso con l’ambiente che attraversa e che lo circonda senza accoglierlo, risultando di conseguenza impossibilitato a mettere radici, a divenire stanziale, in una condizione di completa solitudine e, proprio per questo, anche impossibilitato a invertire la direzione e tornare indietro.
Non abita: cammina. Con sé porta un bagaglio essenziale: erbe (principalmente alloro) e oggetti per lo più presenti in loco o rinvenuti casualmente, con i quali sviluppa di volta in volta l’azione, pellegrino e alchimista.
Del resto, la rassegna insiste in uno spazio coerente e simbolico, al tempo stesso ospitale e rifugio.
La missione, in definitiva, è il procedere a tappe, nella consapevolezza che ciascuna dia adito a una
successiva, comunque animata da un sentimento di speranza: Sotto il selciato c’è la spiaggia (Sous le
pavés, la plage) invita a non fermarsi, sia dal punto di vista del cammino sia da quello delle apparenze. Pur senza intravederla, la meta esiste, ovunque si trovi, purché lo si voglia credere.»


BIOGRAFIA DELL’ARTISTA
Angelo Pretolani è un artista attivo sul versante della Performance fin dai primi anni Settanta, all’interno di quella tendenza storico-artistica definita “Arte del Comportamento”, parallela e speculare alla Body Art internazionale. Dopo le prime storiche azioni del 1973, alcune delle quali vengono esposte a Roma in occasione della X Quadriennale d’Arte (1975), l’artista attraversa i decenni con eventi performativi (da lui definiti “apparizioni”) volti a indagare «l’identità di un io imprendibile e metaforizzato: L’Angelo… figura teatrale e insieme alchemica» (G. Beringheli).
Vanta un ricchissimo percorso espositivo in istituzioni di rilievo globale, tra cui si segnalano: Fundació J. Miró (Barcellona, 1977); Remont Gallery (Varsavia, 1979); S.K.C. (Belgrado, 1979); Galleria d’Arte Moderna (Bologna, 1981); Galleria R. Rotta (Genova, 1987, 1991, 1997); Just Doing in collaborazione con Allan Kaprow presso il Museo di Villa Croce (Genova, 1998); The Beginning, focalizzata sui linguaggi del corpo dal 1962 al 1976, presso la Galleria L. Inga-Pin (Milano, 1999); Il corpo rinato presso la Galleria C. Gualco (Genova, 2000). Ha partecipato a importanti rassegne collettive e museali quali: Attraversare Genova. Percorsi e linguaggi internazionali del contemporaneo (Museo di Villa Croce, 2004-2005); Museum of New Art (Detroit, 2005); Festival Off (Avignone, 2006); 5° International Performance Art Festival (Monza, 2007); Mutazioni profane, Body Performance Art Festival (Roma, 2009); ed è stato invitato alla 54. Biennale di Venezia (Padiglione Italia, 2011). Tra gli impegni più recenti: Segrete a Palazzo Ducale (Genova, 2016); Museo MACRO (Roma, 2018); Bibliothè Art Gallery (Roma, 2019); la V edizione della Biennale Le Latitudini dell’Arte a Göteborg (Svezia, 2022) e l’importante performance “Sotto il selciato c’è la spiaggia – Soffi fatui (D’altronde Dissegno D’Io)” presentata al MAIIIM nel 2022.